Sono il piatto più rappresentativo della cucina reggiana. Il piatto tipico della festa anche se oggi, con la possibilità di acquistare anche al supermercato buoni cappelletti artigianali, ognuno può farsi la festa quando vuole.
Il nome cappelletto si ritrova anche in Romagna (dove però l'impasto è completamente diverso) e nel carpigiano, mentre il "fratello" più vicino del cappelletto reggiano, cioè quello modenese e bolognese, ha preso il nome ben noto di tortellino. Tra cappelletto e tortellino in verità ci sono delle differenze, ma anche all'interno della provincia reggiana le varietà del ripieno sono numerose: ogni brava padrona di casa aveva la sua ricetta tramandata in famiglia (tra le varianti, la mortadella al posto del prosciutto o il vitello anzichè il maiale). Anche le dimensioni variano: tradizionalmente il cappelletto montanaro è un po' più piccolo.
La tradizionale cottura è nel brodo di carne, che deve essere di qualità. Qualche raffinato consiglia di servire i cappelletti non nel brodo di cottura, che inevitabilmente si intorpida un poco, ma in un brodo vergine e limpido lasciato apposta per imbandire il piatto servito in tavola. Riguardo al formaggio, la scelta consigliata è di non spolverarlo sul piatto, in quanto ce n'è abbastanza nel ripieno.
Una curiosa abitudine, ormai rara, è quella di allungare il brodo dei cappelletti, serviti in tazza, con un buon lambrusco rosso (in dialetto bevr in vein)
RICETTA DEI CAPPELLETTI REGGIANI
Ripieno per 4 persone: 300 g di Parmigiano-Reggiano, 200 g di polpa di maiale, 200 g di prosciutto crudo, 100 g di petto di gallina, 50 g di burro, 1 uovo, sale, pepe e noce moscata.
Procedimento: Cuocete per 15 minuti la carne di maiale e il pollo finemente tritati e amalgamati col burro. Poi aggiungere il prosciutto, lasciando cuocere ancora per qualche minuto. A impasto freddo, incorporate formaggio e uovo, mescolando fino a ottenere un impasto morbido. Aggiungete sale e noce moscata nelle giusta misura e pepe se piace.