Una delle caratteristiche della val Tresinaro è la ricchezza di insediamenti rurali, collocati perlopiù su dorsali rocciose al riparo dai terreni argillosi e friabili che costituiscono gran parte dei fianchi collinosi della valle. Si tratta di borghi che conservano elementi edilizi che risalgono, quelli più antichi, al secolo XV, quando l'espandersi della popolazione moltiplicò i nuclei abitati. Nel precedente medioevo la popolazione era più ridotta e prevalentemente raggruppata intorno ai castelli. Questo patrimonio di edilizia storica e tradizionale costituisce una delle caratteristiche più interessanti per il visitatore attento che volesse uscire dai percorsi principali per scoprire i segni dei secoli come ce li hanno lasciati il lavoro e la creatività dell'uomo.
Parte di queste testimonianze sono state trascurate e degradate in questo dopoguerra anche se da qualche anno si assiste a un recupero a fini abitativi dei borghi, con una maggiore sensibilità verso l'edilizia tradizionale che viene restaurata spesso con una buona attenzione verso le tipologie costruttive originarie. Si tratta di mulini, che hanno una lunga storia nella valle, di case a torre, che rappresentano la caratteristica più evidente e interessante di questi paesi, ma anche di palazzotti signorili o case rurali più modeste oppure oratori e chiese, alcune delle quali di una notevole importanza artistica.
Il materiale impiegato per la costruzione degli edifici è la morbida arenaria collinare particolarmente adatta alla decorazione scultorea, molto più che non la dura pietra utilizzata nei paesi dell'alto Appennino. Per questo, non mancano nei borghi della valle esempi diffusi di "arte della pietra": portali e finestre decorati, stipiti e architravi personalizzati con date e simboli. Una cava famosa per produrre un tipo di arenaria particolarmente pregiato si trovava nel versante occidentale del monte Valestra, sfruttata da tempi antichissimi e di cui restano evidenti tracce.