I capoluoghi della media val Tresinaro, Viano e Baiso, sono anch'essi evidenziati dalla mole di un castello, ma non è più il castello-palazzo della colta e raffinata Scandiano: è piuttosto il castello-fortezza, chiuso e difensivo, tipico dell'insediamento medievale della nostra collina.
La conca valliva su cui si collocano i due municipi è caratterizzata da un gran numero di case a torre in corrispondenza dei tanti centri rurali. E' il segno di una valle importante, popolata, strategica per i trasferimenti di persone, merci e greggi in transumanza tra la montagna e la pianura.
La configurazione del terreno, argilloso e friabile, ha costretto gli abitati a collocarsi sui costoni più rocciosi e solidi della valle, il che non ha impedito che l'avanzare dei calanchi costringesse interi abitati, come il capoluogo Baiso, a rifondarsi altrove rispetto alla collocazione originaria. E sono proprio i calanchi a segnare, con la loro presenza, ampi scorci del paesaggio, ma non mancano le zone boschive ed i "vulcanetti" di fango che caratterizzano il cuore dell'area detta "del Querciola". Il torrente, che scorre tra filari di piante autoctone e suggestive cascatelle, forniva forza motrice a diversi mulini che costituivano parte non piccola dell'economia della valle.
 
Tra le tradizioni gastronomiche, spicca il ruolo di Viano che ambisce a inserirsi tra le capitali italiane del tartufo. Baiso, invece (ma anche Viano e Carpineti) è al centro di una tradizione millenaria: quella della carne di pecora, che risale ai tempi remotissimi delle lotte tra Bizantini e Germani. Raro, ma ancora reperibile nella valle, è il croccante di mandorle e nocciole, scenograficamente sontuoso in occasione di matrimoni e cerimonie.