La pesca detta no kill non è altro che un nuovo nome dato a un comportamento spontaneo sempre più diffuso nei pescatori: quello di rilasciare immediatamente nel torrente il pesce appena pescato, slamandolo con la massima attenzione per non procurargli danni, senza trattenerlo (che pure sarebbe cosa perfettamente legittima, purchè entro i limiti numerici della catture stabiliti dalle norme e nel rispetto delle misure minime e dei periodi di apertura della pesca). Oggi non si pesca più per necessità alimentari e anche il desiderio di esibire una preda agli amici del bar o del circolo di pesca viene spesso superato dalla semplice riflessione che un pesce rimesso in acqua si potrà ancora riprodurre e potrà dare nuove soddisfazioni ai pescatori.
Comunque, al di là delle libere scelte di ciascuno, la Provincia di Reggio ha voluto sperimentare alcune zone in cui la pesca no kill è un comportamento obbligatorio.
 
Le zone no kill sono così individuate nel Calendario Ittico della Provincia di Reggio Emilia (scaricalo dalla pagina sulla normativa sulla pesca):

Nel F. Secchia, dalla S.P. 91 Collagna-Vaglie a monte fino a Ponte Bosco (a valle della confluenza con il Torr. Biola)
Nel F. Secchia nel tratto che va dal ponte di Cavola a scendere fino al terzo ponte, quello posto subito a monte della confluenza col Torr. Dorgola;
Nel Torr. Ozola nel tratto compreso tra la diga di Presa Alta e duecento metri a valle del ponte S.P.93 Ligonchio –Villaminozzo;
Nel Torr. Riarbero dalla confluenza nel Secchia a monte fino a Ponte Pietra (Comune di Collagna);
Nel Torr. Liocca, dal ponte del Mulino di Cecciola fino al ponte della S.P.15 per il Passo del Lagastrello (Comune di Ramiseto).

Queste zone sono segnate sul posto con apposite tabelle. In queste acque è obbligatorio il rilascio immediato del pescato, l’impiego delle sole esche artificiali (mosca e spinning) con amo singolo senza ardiglione. Per non danneggiare il pescato la slamatura dei pesci va effettuata in acqua e con le mani bagnate.