Un pezzo di Tibet nei pressi del castello di Canossa. Il borgo di Votigno, con la sua piccola comunità, simboleggia oggi il ruolo di pacificazione che ebbe Canossa nel medioevo. La parte alta del percorso consente, per chi non ha fretta, sorprendenti divagazioni prima di raggiungere il valico del Cerreto tramite varianti della SP 63.  
 
Usciti dal casello di Reggio Emilia e ammirati i tre bei ponti dell'architetto catalano Calatrava, seguite le indicazioni per Passo del Cerreto (cartello marrone) e alla rotonda grande sempre Passo del Cerreto, poi a destra prendere per la tangenziale in direzione  Montecchio – Parma , proseguite seguendo le stesse indicazioni fino alla rotonda e qui prendete a destra sempre per Montecchio, dopo 1 Km alla rotonda prendete ancora per Montecchio (cartello blu) – Passo del cerreto (cartello marrone) e così alle successive rotonde fino ad arrivare alla rotonda con al centro l’acquedotto; da qui in poi seguite la direzione Passo del Cerreto.
Percorrendo la SS63 passerete Rivalta per poi raggiungere e superare Puianello prima, e dopo la località Le Forche sempre in direzione La Spezia. Lasciate la SS63 dopo aver percorso circa 19 km dal casello autostradale quando i cartelli blu indicano alla vostra destra la svolta per Pecorile. Raggiungerete Sedrio prima e Pecorile successivamente. Dopo il cartello bianco "Pecorile" arriverete ad un bivio. A questo bivio svoltate a destra seguendo l’indicazione per Votigno. Lungo la strada c’e’ un crossodromo (Motoclub Albinea) e una deviazione indicata da un cartello in legno con la scritta rossa Casola (la strada salendo raggiunge la Pieve e ridiscende riunendosi al percorso nel caso vi interessi fare una breve deviazione). Guidate con attenzione, la strada che raggiunge Votigno e’ molto panoramica ma attualmente con buche terribili! Dopo alcuni km si giunge ad un bivio con un segnale in pietra "Votigno casa del Tibet" che seguirete svoltando a sinistra (proseguendo diritto in salita si raggiungerebbe Canossa il cui castello si vede gia’ dalla strada sulla destra ma che fa parte di un altro itinerario). Svoltate quindi a sinistra per Votigno e lungo la strada noterete sulla destra un parcheggio con una statua raffigurante il Budda. Potete parcheggiare ed entrare a piedi nel borgo visitato nel 1999 dal Dalai Lama. Dopo la sosta la strada prosegue attraverso un impegnativo "sali-scendi" passando attraverso il borgo di Sordiglio e ricongiungendosi alla provinciale SP11 ad un incrocio con stop dove girerete a destra seguendo i cartelli per Votigno e Mulino Ferrarino prima e successivamente per Casina SS63 (volendo ci sono alcune deviazioni lungo l’itinerario: a sinistra per la Pieve di Paullo cartello marrone; poi a destra presso un incrocio segnalato da cartelli marroni: borgo medievale di Vercallo; Chiesa di Pianzo). In ogni caso l’itinerario prosegue diritto verso Casina, si vede già in lontananza l’imponente Pietra di Bismantova. Lungo la strada si puo’ raggiungere il Castello di Sarzano con una deviazione di circa 2 km, seguendo le indicazioni marroni nei pressi dell’incrocio che incontrerete lungo la via in cui i cartelli indicano a destra Mulino di Leguigno. La Rocca di Sarzano e’ visibile dalla strada, sopra ad un poggio. Dopo circa 1 km dalla rocca lasciate la SP11 immettendovi con una svolta a destra sulla SS63, strada per il Passo del Cerreto (cartello marrone) – La Spezia. Dopo due lunghe gallerie proseguirete sempre lungo la SS63 fino alla svolta a destra (circa 5 km dopo le gallerie) per Villa Minozzo (cartelli blu) imboccando Via Gatta dove inizia la SP9. Passate Gatta, attraversate il fiume Secchia e circa 100 metri dopo, svoltate a destra in salita seguendo i cartelli Ligonchio (siete sempre sulla SP9). Mantenete la medesima strada entrando a Villa Minozzo e lasciatela quando si incontrano i cartelli blu per Ligonchio (circa 700 metri dopo l’ingresso in paese). Nel centro di Sologno si notano le case allineate in alto sullo spartiacque. La strada prosegue per Ligonchio tra bei monti e scorci sulla sempre piu’ lontana Pietra di Bismantova. Si passa Cerre’ Sologno proseguendo di curva in curva verso Ligonchio attraversando boschi e montagne punteggiate di borghi fino a quando, giunti ad uno stop, svolterete a destra in direzione Busana senza piu’ seguire i cartelli per Ligonchio che al medesimo incrocio era indicato a sinistra. Ora siete sulla SP18 che vi porta scendendo verso il torrente Rossendola per poi seguirne dall’alto il corso, passando Caprile, Cinquecerri e proseguendo diritto Busana sempre sulla SP18 fino ad attraversare il fiume Secchia e risalire fino ad un incrocio con lo "stop". Qui svoltare a sinistra per Passo del Cerreto (cartello blu) e poco dopo a sinistra nuovamente per La Spezia (cartello blu). Siete ora sulla SS63. Passerete Nismozza, Acquabona e raggiungiamo il Passo del Cerreto. CONSIGLIAMO DI PARCHEGGIARE PER… …fare due passi a Votigno per chiedervi se vi trovate nelle montagne reggiane o… in Tibet! In questo borgo dalle abitazioni in pietra si trova infatti un centro tibetano internazionale, "la casa del Tibet", con tanto di tempio buddista e di museo, che ha visto, nell'ottobre del 1999, la visita del XIV° Dalai Lama, Tenzin Gyatzo. Il museo e’ aperto tutte le domeniche. Possibilità di alloggio B&B (www.casadeltibet.it) …visitare il piccolo borgo di Vercallo, nel caso abbiate voglia di fare una deviazione dall’incrocio prima di Casina. E’ un caratteristico borgo rurale affacciato sulla piccola valle del Rio Cerezzola, costituito da tipiche case in pietra che un tempo in fase di abbandono stanno ora subendo un attento restauro (non stupitevi se alcune delle auto parcheggiate davanti alle abitazioni hanno targa tedesca!). …nel caso abbiate scelto di seguire la deviazione per raggiungere Vercallo, dalla strada che porta al borgo potreste anche raggiungere il Mulino di Leguigno, sulla sponda sinistra del torrente Tassobbio. Le prime notizie dell’esistenza del mulino risalgono al 1821 ma dalla tipologia della costruzione sembra risalire al XVII secolo con l’aggiunta in epoche diverse di costruzioni abitative. L’antico mulino, in pietra e legno, conserva ancora le sue 4 macine originali, oltre al mulino e’ ancora intatta dopo 4 secoli la cosiddetta "cucina del mugnaio". Il mulino e’ ora adibito ad agriturismo con alloggio, quindi nel caso ne approfittiate per rifocillarvi a base di specialita’ locali, prima di tornare in sella potrete favorire la digestione con una passeggiata nei dintorni. Ad esempio seguendo il sentierino dopo aver attraversato il ponticello in legno. …due passi ai resti della Rocca di Sarzano. La prima citazione risale al 958 e in origine la struttura era costituita da 3 cerchie di mura che contenevano la chiesa con la canonica e un’abitazione, un piazzale delimitato da un fossato con ponte levatoio, un cortile interno con il bastione e un cortile con la torre difensiva piu’ alta. Dell’antica struttura rimangono la torre (da tempo adibita a campanile), il mastio e alcuni resti della cinta muraria. Recenti restauri hanno recuperato, oltre al mastio, divenuto una piccola sede per esposizioni, anche gli edifici del borgo, dove oggi sono a disposizione del turista un raffinato ristorante e una locanda e ostello , quattro più quattro  camere doppie per l’alloggio. L' ex chiesa parrocchiale di S.Bartolomeo, oggi sconsacrata, è diventata una sala convegni per cento posti particolarmente raffinata, con evidenziati gli affreschi e gli elementi decorativi cinque-secenteschi scoperti durante i lavori. E’ di proprietà del Comune di Casina, così come il castello e tutti gli edifici adibiti a ospitalità e ristorazione.