L'imponente complesso architettonico, costruito dai Fogliani nei primi decenni del 1300, ospitò episodi significativi della storia di Scandiano. In una stanza del primo piano nacque il poeta Matteo Maria Boiardo. Nei sotterranei era solito compiere i suoi esperimenti il grande scienziato Lazzaro Spallanzani. Alloggiarono nel castello il poeta Francesco Petrarca, il riformatore Giovanni Calvino e Papa Paolo III. Nel 1500 il conte Giulio Boiardo trasforma l’antico fortilizio in sontuoso palazzo commissionando ad importanti maestri opere d’arte che porranno Scandiano tra le corti rinascimentali più splendide dell’epoca. Nicolò dell’Abate realizza nella zona est del palazzo preziosi affreschi furono poi trasferiti alla Galleria Estense a Modena. Anche il cortile era completamente dipinto (sono ancora riconoscibili alcuni brani). Nel 1565 i marchesi Thiene, di origine vicentina, intraprendono la grande impresa edilizia che trasforma l’edificio nelle forme attuali, con l’elegante scalone di ingresso a doppia rampa, opera dell’Aleotti (1620). Agli inizi del 1700, i marchesi d’Este realizzano il cosiddetto “Appartamento Estense”, il più raffinato di tutta la rocca, recentemente restaurato, che si sviluppa lungo diverse sale. Attualmente il monumento è di proprietà statale ed è in concessione al Comune di Scandiano che lo ha reso visitabile.

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La rocca del Boiardo
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Le Terre del Boiardo
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