Testimone di innumerevoli dominazioni e fatti d’arme, la rocca di San Polo controlla, con la sua mole massiccia, la confluenza dell’antichissima strada pedemontana con quella della Val d’Enza, in posizione strategica. Fonti antiche raccontano che la rocca era “circondata da fosse molto profonde, era provvista di cinta, di torri, di ponti levatoi”. L’ampia cinta muraria racchiudeva, oltre alla fortezza, diverse torri, abitazioni e una cappella. Oggi l’accesso al cuore medioevale di San Polo, dal lato del paese, avviene attraverso la suggestiva Torre dell’Orologio nella quale si aprono due porte fortificate ad arco acuto, una grande e una più piccola per i soli pedoni, protette un tempo da ponti levatoi di cui sono evidenti le tracce. Superata la cortina muraria di difesa, sulla sinistra una piccola porta immette nell’antica cappella inglobata nella chiesa parrocchiale. In questa cappella si conserva un bell’affresco di Nicolò dell’Abate, del secolo XVI. Il complesso della rocca vera e propria ospita gli uffici comunali. Si presenta massiccia e imponente, ma l’antico impianto è difficilmente leggibile a causa delle trasformazioni subite. In una piazzetta posta tra la chiesa e l’ingresso del municipio il recente monumento alla Resistenza di Graziano Pompili mostra un gigante caduto di forte impatto visivo.

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