La posizione strategica di questo castello ha costituito un caposaldo naturale fin dai tempi più remoti. Verso la metà del X secolo Azzo Adalberto rese più munito e resistente il castello (che fu assediato nel 953 dai Longobardi di re Berengario) e vi edificò il tempio di Sant'Apollonio. Canossa divenne il centro fortificato del potere feudale degli Attonidi, la potente famiglia di origine longobarda che con la Contessa Matilde ebbe il periodo di maggiore splendore. L’immagine più famosa legata alla storia del castello è quella dell’imperatore Enrico IV, supplice ai piedi del castello, in attesa di essere ricevuto da Papa Gregorio VII, nel gennaio del 1077. Nel 1115 con la morte di Matilde per il castello inizia un periodo di declino, segnato dalla sua distruzione avvenuta nel 1255 ad opera del Comune di Reggio. Nel 1557 Ottavio Farnese, alla guida di cinquemila fanti e ottocento cavalieri, attaccò la rocca a cannonate e la distrusse una seconda volta. Nel 1878 lo Stato Italiano acquistò i ruderi del castello dichiarando Canossa monumento nazionale. Della struttura originaria rimangono tracce delle mura e della cripta del tempio. All'interno del castello si trova un piccolo Museo Nazionale, recentemente ristrutturato, che conserva, fra l'altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo.
Il castello è di proprietà della Soprintendenza e la Provincia di Reggio Emilia incaricata della gestione, ha appaltato il servizio di apertura del Castello e dello UIT . Il castello è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì.
 
Per gli orari di apertura visita il sito del Castello di Canossa

Per informazioni e prenotazioni: uit.terrematildiche@gmail.com 
 
 

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Matilde di Canossa
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