Recentemente riconosciuta fra le aree protette regionali, la Riserva Naturale Orientata della Rupe di Campotrera (comune di Canossa, provincia di Reggio Emilia, 450 m s.l.m.), presenta un notevole interesse botanico. Il suolo, costituito da roccia lavica (un’ofiolite rossastra che dà il nome al vicino castello di Rossena) condiziona notevolmente la vegetazione erbacea, determinandovi un’elevata concentrazione di specie rare, un vero “giardino botanico naturale” degno della massima tutela. Il calore del sole, trattenuto dalla roccia e poi rilasciato lentamente, ha consentito l’acclimatazione di specie vegetali che altrimenti non sopravviverebbero a queste latitudini. Fra queste si segnala, anche se non è autoctono, il curioso fico d’India nano (Opuentia).
 
L'interesse di Campotrera è anche di tipo geologico: si tratta di un complesso spettacolare formato da pareti verticali che conservano l'originaria struttura "a cuscino" determinata dalla fuoriuscita di magma in ambiente subacqueo circa 170 milioni di anni fa. In seguito all'orogenesi appenninica, nel Cretacico superiore questi frammenti di origine vulcanica furono trasportati per molti chilometri prima di riemergere tra le argille delle colline emiliane, dove oggi spiccano nel paesaggio per la maggiore resistenza all'erosione e per il colore rossastro che ha dato nome alle vicine fortificazioni matildiche di Rossena e Rossenella, poco distanti dal castello di canossa di cui costituivano un sistema di difesa.
 
Un’altra importante ofiolite di origine vulcanica si trova nella vicina valle di Vedriano ed è conosciuta col nome di Pietra Nera. La presenza di animali è favorita dalla scarsità di elementi inquinanti. Le limpide acque di alcune sorgenti ospitano rarità faunistiche quali il ghiozzo e il gambero d’acqua dolce.