Il borgo si sviluppa con andamento lineare lungo i fianchi panoramici di una propaggine montuosa affacciata sulla val Liocca; la località è citata sin dal medioevo in numerosi documenti che ne attestano l’antica importanza: la sua cappella dipendeva nel 1230 dalla Pieve di San Vincenzo, mentre l’estimo estense del 1415 vi elenca case : “ muratae e copertae paleis”. Nel XIV sec. appartenne alla famiglia Terzi, che nella metà del quattrocento la vendette ai Vallisneri. Ultimo nucleo rurale prima del valico appenninico, costituì probabilmente un “punto di appoggio” per coloro che nel medioevo scendevano in Lunigiana provenendo dal territorio reggiano. Di questa “tradizione ospitaliera” rimane forse traccia nella emblematica dedicazione della chiesa parrocchiale a San Giacomo.
Quest’ultima, situata all’ingresso del paese, presenta una bella facciata settecentesca ravvivata dal contrasto cromatico dell’ornato in pietra che spicca vivacemente sul biancore dell’intonaco; notabile il portale in arenaria finemente scolpita, con caratteristico frontespizio spezzato a cornici sagomate ed una doppia sequenza di lesene poste negli angoli del fabbricato. Di fronte all’edificio religioso si innalza isolato il campanile, anch’esso abbellito da un ornato lapideo.
A breve distanza è visibile la fontana del paese, caratterizzata da alcune nicchie contenenti pregevoli immagini devozionali in marmo apuano; numerose altre icone religiose sono altresì presenti all’interno del borgo, attestando in tal modo la antica vitalità dei contatti con la vicina Toscana. Per visitare l’abitato si consiglia di seguire la strada maestra che percorre longitudinalmente tutto l’insediamento (via Croce), scorrendo a lato di caseggiati in gran parte ristrutturati che hanno conservato solo qualche traccia dell’antico passato. Nell’estremità settentrionale del borgo sono invece notabili alcuni fabbricati rurali che hanno mantenuto le originarie caratteristiche costruttive, alcuni edifici eretti direttamente sulla sommità di uno sperone roccioso, ed alcuni frammenti scultorei appartenenti ad antichi archi andati perduti, sui quali spiccano rose a sei petali e croci inscritte.