Il borgo di Valbona, tra i più elevati insediamenti permanenti dell’appennino reggiano, è situato al centro di un’ampia conca prativa in bellissima posizione panoramica sull’antistante monte Casarola. Prossimo all’antico confine con gli stati parmensi, fu sede per secoli di una comunità essenzialmente dedicata alla pastorizia. Il paesaggio edilizio del borgo fu caratterizzato, sino a tempi recenti, da fabbricati con tetti in lastre di pietra o coperti in paglia. Attualmente, a causa della instabilità del terreno e delle mutate condizioni economiche, è sopravvenuta la radicale trasformazione del vecchio tessuto edilizio, benché ancora oggi rimangano visibili sporadici esempi di architettura rurale tradizionale alto appenninica con tetto in lastre di arenaria.
Nel borgo sono inoltre osservabili pregevoli immagini devozionali in marmo apuano, pilastri votivi ed una rustica chiave di volta settecentesca raffigurante un leone rampante.

I caseggiati del borgo di Acquabona sono situati in prossimità di estesi affioramenti di rocce gessose e calcari cavernosi, aventi una caratteristica tonalità giallastra; la presenza di questo particolare tipo di roccia contribuisce a dare all’abitato una fisionomia del tutto singolare: i più vecchi caseggiati presentano infatti una dominante tonalità giallastra, dovuta al prevalente utilizzo di tale particolare tipo di roccia.
Nel cortile della chiesa, eretta in tempi recenti, sono visibili ruote di macina ed altri manufatti, che provengono probabilmente dalle vecchie ferriere cinquecentesche del Riarbero. Notabili alcuni marmi devozionali posti in facciata ad alcune costruzioni ed i singolari portali giallastri in calcare cavernoso. Il nucleo più antico del paese è situato nell’estremità settentrionale del moderno abitato: a monte della Statale si scorgono rustici fabbricati con muratura in pietra a vista che si affacciano su di uno stretto vicolo in salita.