La cosiddetta “Torre dell’Amorotto” s’innalza improvvisa sulla sommità di uno sperone arenaceo poco prima dell’abitato di Civago; nel punto in cui la strada provinciale diretta a Civago incontra la rocca, è stata realizzata una galleria che sottopassa l’antico fortilizio.
La denominazione di “Torre dell’Amorotto”, tradizionalmente attribuita a questo manufatto, fa riferimento al bandito rinascimentale Domenico Beretti detto l’”Amorotto” che, sotto la protezione papalina, spadroneggiò a lungo nell’alta montagna reggiana contrapponendosi alle milizie estensi.
Questa torre appartiene probabilmente all’antica rocca delle “Scalelle”, di cui si ha notizia sin dall’alto medioevo. L’edificio, eretto in un luogo di passaggio obbligato, costituiva certamente il più importante sito presidiario della via transappenninica medievale che costeggiava il Dolo; il tracciato di tale via era qui tagliato nel vivo della roccia, direttamente ai piedi del fortilizio. Di questo antico percorso sono tuttora visibili tratti significativi, in parte purtroppo ricoperti dai detriti prodotti nel corso della realizzazione della nuova strada per Civago.
 
La “torre dell’Amorotto” consiste in una possente torre a pianta circolare, realizzata in base alla tecnica della muratura in corsi paralleli, tipica delle più antiche costruzioni medievali appenniniche; il manufatto, gravemente danneggiato dal sisma del 1920 e da altri crolli successivi ma recentemente restaurato, mantiene intatta la sua suggestione, dovuta alla eccezionale collocazione in un contesto geo-morfologico assai severo che precipita letteralmente sul sottostante greto fluviale.

Vi passa nei pressi un sentiero realizzato nel 2004 dalla Provincia di Reggio Emilia, collegato al Sentiero Matilde.