L’ abitato è caratterizzato da una fitta aggregazione di fabbricati rurali strettamente addossati l’uno all’altro lungo il pendio, conformemente a quanto si riscontra in numerosi altri borghi storici dell’alto appennino. Anche nel caso di Roncopianigi, tale caratteristica conformazione “urbanistica” costituisce la “risposta diretta” alle avversità climatiche, garantendo una buona difesa nei confronti degli agenti atmosferici.
Una lunga serie di stretti vicoli attraversa altrettante schiere di fabbricati, conducendo innanzi a numerosi edifici che posseggono interesse storico–architettonico. La visita nell’abitato inizia dal piazzale situato in corrispondenza dell’ingresso sud-est del borgo: imboccando la carrareccia principale che entra nel paese, si incontra, dopo poche decine di metri, il pregevole oratorio seicentesco eretto dall’antica famiglia Pigozzi; il fabbricato è caratterizzato da una bella facciata a due falde, ornata con elementi scultorei in pietra, che creano un vivace effetto chiaroscurale. Particolarmente significativo è il portale, indicativo dell’arte della pietra seicentesca in area alto appenninica reggiana.
Proseguendo lungo la carrareccia, si raggiunge la vicina casa della famiglia Pigozzi che, benché recentemente ristrutturata, conserva ancora in facciata alcuni elementi costruttivi d’epoca: pietre cantonali in arenaria finemente scolpita, una nicchia muraria contenente una scultura zoomorfa a tutto tondo sottesa da una dicitura su lastra di arenaria, ed un’immagine devozionale in marmo innestata nel muro dell’edificio.
A monte di quest’ultimo fabbricato è notabile un’altra costruzione meglio conservata negli originali caratteri costruttivi ed affacciantesi su una piccola aia lastricata, che costituisce un bell’esempio di architettura rurale alto appenninica, attribuibile alla metà del XIX sec.; sono meritevoli di osservazione il portale d’ingresso in arenaria scolpita con arco a tutto sesto, le riquadrature in pietra delle finestre, i massicci rinforzi in arenaria squadrata delle murature angolari ed una nicchia di facciata contenente una seconda scultura zoomorfa.
Percorrendo l’abitato si incontrano altri pregevoli portali, alcuni dei quali, ottocenteschi, sono contraddistinti da una elevata qualità scultorea.
Da Roncopianigi, proseguendo sempre lungo la carrozzabile, si giunge al paese di Monteorsaro, il più elevato della val d’Asta, situato alle falde orientali del M. Cisa.