“Piolo, Marchesato e Comune con chiesa una volta nella pieve di Menozzo, ora pievana dal titolo di S. Basilide nelle montagne di Reggio. Benchè questo castello sia nominato in alcune investiture accordate nel sec. XIII a Salinguerra e a Jacopo di lui figlio, nondimeno un documento dell’anno 1145 sembra indicarci che esso fosse già posseduto in comune dalle famiglie da Dallo e da Vallisniera… Gli abitanti di Piolo pare che si sottraessero al dominio di quella famiglia, perciocchè il marchese Niccolò III nel 1431 concedette esenzioni e privilegi ai detti abitanti… Fu poscia unito alla Podesteria di Minozzo; il duca Borso concedette nuovamente alcune esenzioni a quel comune nel 1454, perché, per usare le sue stesse parole, “li homini de Piolo sono a le frontiere di Toscana; et quella terra è la prima di che se ne habia a far bon chonto contra li toschi; et la è in luogo selvatico, et più tosto saria de fiere che da homini”. Le Ville al castel di Piolo allora soggette erano Ligonto, Sologno, Cirelio di Piolo (nominato nella suddetta carta del 1145 e in un’altra del 1240), Busana, Naseto, Villola e Talada” (G.Tiraboschi. dizionario topografico storico degli Stati Estensi.1821-25).
Come si intuisce dalle notizie storiche del Tiraboschi, il castello di Piolo era probabilmente il più importante fortilizio medievale dell’alta montagna reggiana. Attualmente, tuttavia, di tale rilevante passato non rimane quasi più alcuna traccia .
Sulla sommità del colle di Piolo, che domina tutta la bassa valle dell’Ozola, è attualmente visibile soltanto la chiesa parrocchiale; il moderno abitato si è sviluppato ad est dell’antico sito della rocca e non conserva beni culturali ed architettonici di particolare rilievo. Il luogo merita tuttavia di essere visitato per la sua importanza storica e per la grande panoramicità che lo contraddistingue.

Montecagno ha conservato la sua caratteristica ambientazione rurale, basata su bassi fabbricati strettamente addossati che si affacciano lungo un percorso lastricato che risale in direzione del Passo Cisa, snodandosi a lato della Chiesa.
Antico luogo di passaggio per armenti che si dirigevano in val d’Asta attraversando il Passo Cisa, non conserva manufatti di particolare interesse storico-culturale.