“Nismozza, Villa nel feudo di Vallisniera nominata nelle investiture di quella nobil famiglia. Nel 1623 era feudatario di Nismozza e Acquabona il C. Paolo Brusantini” (G.Tiraboschi. dizionario topografico storico degli Stati Estensi.1821-25). Nel 1273 Nismozza, unitamente a Vallisnera, giurò fedeltà al Comune di Reggio; la località figura anche nel censimento comunale del 1315. Per visitare l’abitato si consiglia di raggiungere la chiesa parrocchiale, situata nell’estremità orientale del paese, in prossimità della parte più antica del moderno centro abitato. L’edificio religioso è notabile per la sua bella ambientazione, per la semplicità del suo ornato architettonico e per l’equilibrio dei suoi volumi: nel corpo del campanile sono visibili delle pietre squadrate recanti millesimi del “1658” e “1669”, che attestano probabilmente le date di vecchi restauri. Nel retro dell’edificio è situato un grande fabbricato a corte, con vasta aia lastricata introdotta da un portale con arco a tuttosesto. Un secondo portale situato nel vivo della muratura reca invece la dicitura: “F.M.-1856”. Le murature sono rinforzate angolarmente con blocchi di pietra arenaria finemente scolpita, mentre una piccola colombaia sormonta tutto il complesso, che costituisce un bell’esempio di residenza appenninica di antica famiglia abbiente. Immediatamente a valle della Chiesa è osservabile l’intreccio dei vicoli selciati che percorrono la parte più vetusta dell’abitato, snodandosi tra rustici fabbricati che conservano in parte elementi costruttivi settecenteschi ed ottocenteschi. Gli edifici sono generalmente di piccole dimensioni, con traccia dei vecchi tetti in lastre e sporadici residui dei caratteristici intonaci rossastri derivati dall’uso della locale calce gessosa.