La località è probabilmente identificabile con il ”…feudo Cervaricia juxta lacum” citato in un documento del 1106. La chiesa figura tra quelle che nel 1153 dipendevano dalla Pieve di Campiliola. Nel 1240 Cervarezza giurò fedeltà al Comune di Reggio, mentre nel 1404 vi avevano potestà i Da Dallo ed i Fogliani.
Il nucleo più antico del paese è situato nell’estremità nord occidentale dell’attuale complesso urbano: esso è riconoscibile per la presenza di un fitto intreccio di stretti vicoli, in parte lastricati, sui quali prospettano vecchi fabbricati.
Si consiglia di iniziare la visita dell’abitato raggiungendo dapprima l’attuale chiesa parrocchiale, con profilo a capanna e portale squadrato, sulla cui facciata compare il millesimo “1893”.
Abbandonato l’edificio religioso occorre proseguire lungo la strada maestra del paese, sino ad incontrare, sulla sinistra, l’imbocco di una serie di stretti vicoli in parte lastricati che conducono direttamente nella parte più antica dell’abitato di Cervarezza.
Sono qui notabili alcuni fabbricati settecenteschi, visibili all’interno di lunghe schiere edilizie in buona parte ristrutturate.
Questi fabbricati costituiscono un’importante testimonianza dell’architettura settecentesca alto appenninica reggiana, in quanto hanno parzialmente mantenuto le originarie caratteristiche tipologico-volumetrico-costruttive: modesto sviluppo in altezza, un solo piano di sopraelevazione, portali e finestre riquadrate in arenaria finemente lavorata, stemmi ed incisioni scolpite sulle chiavi di volta dei portali di ingresso.
Altri elementi scultorei d’epoca, sempre risalenti al XVII secolo, compaiono saltuariamente sui prospetti di altre costruzioni che sono state ristrutturate in anni recenti.
 
Cervarezza è una delle località turistiche meglio attrezzate dell'Appennino reggiano. Oltre alla buona dotazione di alberghi, al centro termale, alla sede del Parco Nazionale, si segnala il particolare Museo del Sughero l'ottimo campeggio Le Fonti e il parco acrobatico Cerwood, uno dei più estesi d'Italia.