Il borgo è delimitato verso monte da un vetusto castagneto, un tempo tra i più spettacolari della montagna reggiana, purtroppo gravemente colpito da una malattia fungina che l’ha privato di numerose alberature di grandi dimensioni.
Casalino fu per secoli sede di una comunità prevalentemente dedicata alla pastorizia: ancora oggi è possibile percorrere la suggestiva mulattiera, in buona parte selciata, che raccorda l’abitato ai vasti pascoli del monte Baggioletto e dei prati di Sara.
Si consiglia di visitare il borgo iniziando dalla piccola piazzetta antistante la chiesa dedicata a San Rocco, al cui interno si conservano pregevoli arredi in legno finemente scolpito.
All’esterno è invece visibile, in facciata, la dicitura: “… 6 AGOSTO 1631. S. ROC. LIBERACI”… La dicitura fa esplicito riferimento alla grande epidemia di peste (la cosiddetta “peste manzoniana”) che in quell’anno colpì anche la montagna reggiana.
A lato del fabbricato religioso è visibile una nicchia muraria contenente una bella immagine a tutto tondo di San Rocco, originariamente in facciata alla chiesa.
Immediatamente ad est della chiesa è invece notabile un fabbricato rurale caratterizzato da elementi costruttivi risalenti al XVIII°-XIX° sec., con belle finestre riquadrate in arenaria finemente scolpita. Numerosi caseggiati mostrano nella muratura di pietra gli inserti in mattoni che furono realizzati dopo il sisma del 1920 al fine di irrigidire le strutture.
Notabili anche alcuni vecchi essiccatoi per castagne, da tempo in disuso, che tuttavia connotano in modo caratteristico la “scena urbana”; sparse nell’abitato sono anche numerose immagini devozionali in marmo apuano, risalenti al XVIII°- XIX ° sec., inserite prevalentemente all’interno di nicchie aperte sui fronti edilizi.
Proseguendo lungo la strada provinciale, diretta a Villa Minozzo, dopo aver abbandonato Casalino, si attraversano i vicini caseggiati di Logge (notabili alcuni fabbricati di origine settecentesca con immagini devozionali in marmo apuano), avvicinando il borgo di Montecagno e, subito dopo, quello di Piolo.