Località di antica origine, la cui cappella è citata nell’elenco dei beni che nel 1070 il Marchese Bonifacio di Canossa ebbe in enfiteusi dalla Chiesa di Reggio. L’abitato, che nel medioevo dipendeva dal castello di Piolo, era anch’esso probabilmente dotato di un fortilizio, come indicano alcuni documenti del tempo. Appartenne poi alla nobile famiglia dei Da Dallo, sinché venne accorpato alla potestà Estense, sotto la cui giurisdizione rimase sino all’unità d’Italia.
Per visitare l’abitato si consiglia di raggiungere il palazzo del Municipio, che costituisce peraltro un interessante esempio di architettura appenninica della metà del XIX sec., realizzato con muratura in pietra vista, rinforzi angolari in conci squadrati di arenaria e belle riquadrature lapidee dei portali e delle finestre.
La parte più antica del borgo è infatti situata a valle del municipio, ad est dello stesso; per raggiungerla occorre imboccare uno dei vicoli diretti a valle che si osservano a lato del fabbricato comunale: in breve si giunge nella via maestra del borgo attraversando un reticolo di stretti percorsi sui quali prospettano rustici fabbricati e piccole aie che appaiono improvvise, a lato di numerosi caseggiati ristrutturati.
Questo caratteristica conformazione del tessuto edilizio rispecchia efficacemente un preciso intendimento: creare una valida difesa nei confronti delle avversità atmosferiche, ed in particolare dei forti venti dominanti.
La plurisecolare tradizione agricola dell’abitato è inoltre evidenziata dalla presenza di numerosi fabbricati funzionali alla raccolta ed essiccazione delle castagne: i cosiddetti “metati”.
In questa parte del borgo sono visibili elementi costruttivi risalenti al XVII e XVIII sec., tra questi un bel portale settecentesco ad arco con chiave di volta cuspidata e decorata con simbolo religioso, interamente scolpito in arenaria; a breve distanza è notabile uno degli ultimi esempi di fabbricati alto appenninici realizzati con l’ antichissima tecnica costruttiva dell’intreccio di rami intonacati, fissati ad un telaio ligneo.
Nell’estremità orientale del borgo è invece meritevole di visita un bell’esempio di tipica casa appenninica con rampa coperta (balchio), ingresso sopraelevato e tetto a due falde assai ripide, in origine probabilmente coperta in paglia.